Gratuito patrocinio 2026: soglia di reddito, esenzioni e contributo unificato

Il patrocinio a spese dello Stato consente a chi ha un reddito contenuto di far valere i propri diritti in giudizio senza sostenere il costo della difesa. È uno strumento decisivo nelle cause previdenziali, dove il ricorrente è spesso una persona in condizioni di fragilità economica e sanitaria.
Il presupposto è il limite di reddito imponibile annuo, aggiornato periodicamente con decreto ministeriale: il valore di riferimento è pari a euro 13.659,64. Il reddito si calcola sommando quello di tutti i componenti del nucleo familiare convivente; nelle cause in cui l'interesse del richiedente è in conflitto con quello degli altri componenti, si considera il solo reddito personale. Il limite è elevato per chi convive con familiari a carico.
La domanda si presenta al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati competente, che decide in via anticipata e provvisoria; l'ammissione copre l'intero grado di giudizio e comprende il compenso del difensore e le spese di consulenza tecnica.
Nel contenzioso previdenziale e assistenziale operano poi regole di favore ulteriori. Chi ha un reddito inferiore alla soglia stabilita dalla legge è esonerato dal contributo unificato e non può essere condannato alle spese in caso di rigetto, purché depositi una dichiarazione sostitutiva sulle proprie condizioni reddituali. Anche l'accertamento tecnico preventivo, obbligatorio nelle controversie su invalidità e accompagnamento, beneficia di questo regime.
Nei giudizi seguiti dallo Studio la sinergia con i medici legali di fiducia resta a carico dello Studio stesso: il ricorrente non sostiene alcun costo per la relazione medica che accompagna il ricorso, uno strumento che incide concretamente sulle probabilità di accoglimento.
Chi ha un verbale INPS negativo o ridotto può quindi agire in giudizio senza esborsi. Il primo passo è una valutazione della posizione.
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