Diritto previdenziale

Indennità di accompagnamento: quando spetta e come ottenerla

31 luglio 20265 min di lettura
Indennità di accompagnamento: quando spetta e come ottenerla

L'indennità di accompagnamento è la prestazione riconosciuta a chi non è in grado di deambulare autonomamente oppure necessita di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita.

È importante chiarire un equivoco molto diffuso: l'invalidità al 100% non comporta automaticamente l'accompagnamento. Si tratta di due valutazioni distinte. La prima misura la riduzione della capacità lavorativa, la seconda accerta la non autosufficienza. Per questo capita che una persona sia riconosciuta invalida totale senza ottenere l'indennità, e che tale decisione sia contestabile quando la documentazione sanitaria dimostra il contrario.

L'indennità non è legata al reddito né all'età: spetta anche ai minori e agli ultrasessantacinquenni, purché la condizione di non autosufficienza sia accertata. Viene erogata per dodici mensilità e decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda.

La prestazione è sospesa nei periodi di ricovero gratuito in istituto a totale carico dello Stato, mentre non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa.

In caso di diniego, il verbale può essere impugnato entro sei mesi dalla notifica con ricorso al Giudice del Lavoro, previo accertamento tecnico preventivo. Il consulente nominato dal giudice rivaluta la posizione sulla base della documentazione clinica: per questo è essenziale raccogliere relazioni specialistiche recenti, dettagliate e coerenti con la richiesta.

Lo Studio segue ogni anno numerosi giudizi in materia e offre una valutazione preliminare della documentazione prima di avviare l'azione.

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