Diritto previdenziale

Invalidità di minori e ultrasessantacinquenni: criteri diversi

25 marzo 20264 min di lettura
Invalidità di minori e ultrasessantacinquenni: criteri diversi

La valutazione dell''invalidità civile non è uguale per tutte le età. Per i minori di diciotto anni non si esprime una percentuale di riduzione della capacità lavorativa, ma si accerta la difficoltà persistente a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell''età.

Da questo riconoscimento discendono l''indennità di frequenza, collegata alla frequenza scolastica o di centri terapeutici e riabilitativi, e, nei casi più gravi, l''indennità di accompagnamento.

L''indennità di frequenza è spesso sottovalutata: spetta anche per la frequenza di asili nido e di centri di riabilitazione, e viene erogata per i mesi di effettiva frequenza.

Per le persone che hanno compiuto sessantacinque anni la valutazione riguarda invece le difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell''età. Anche in questo caso l''accompagnamento resta pienamente riconoscibile, e anzi rappresenta la prestazione più rilevante.

Un errore frequente riguarda proprio gli anziani: si presenta la domanda pensando che l''età avanzata impedisca il riconoscimento. Non è così, e i rigetti fondati su questa impostazione sono impugnabili.

Lo Studio segue sia le domande per minori sia quelle per ultrasessantacinquenni, con relazione medico-legale predisposta a proprie spese e assistenza completa fino alla decisione del giudice.

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