Part-time: chi assiste un familiare con disabilità ha la priorità?

Domanda ricorrente tra i caregiver: assisto un familiare convivente con invalidità civile al 100 per cento, indennità di accompagnamento e riconoscimento dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. Se chiedo di passare dal tempo pieno al part-time, ho la priorità?
Sì. La legge riconosce una precedenza al lavoratore o alla lavoratrice che assiste un familiare convivente con disabilità grave e che domanda la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
La priorità opera quando la persona assistita convive con il lavoratore, ha il riconoscimento della disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992, presenta una totale e permanente inabilità lavorativa e necessita di assistenza continua perché non è in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita.
Il riferimento normativo è l'articolo 8, comma 4, del d.lgs. 81/2015. Attenzione però al significato tecnico della parola priorità: la trasformazione non è automatica, ma la richiesta deve essere esaminata con precedenza rispetto a quelle di altri lavoratori.
Nella pratica questo significa che il datore di lavoro deve tenere conto della posizione del caregiver quando gestisce le domande di part-time e che un diniego privo di ragioni concrete può essere contestato. Ogni situazione va valutata caso per caso, esaminando il contratto collettivo applicato, l'organizzazione aziendale e la documentazione sanitaria del familiare assistito.
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