Piano di ristrutturazione dei debiti: la via d'uscita per il consumatore sovraindebitato

Quando le rate del mutuo, i finanziamenti e le cartelle superano stabilmente le capacità reddituali della famiglia, la strada delle rinegoziazioni singole non porta risultati. Il Codice della crisi mette a disposizione del consumatore uno strumento specifico: il piano di ristrutturazione dei debiti.
La caratteristica che lo distingue dalle altre procedure è decisiva: i creditori non votano. Il tribunale valuta la fattibilità del piano e la meritevolezza del debitore e, se lo omologa, il piano vincola tutti i creditori anteriori, compresi Agenzia delle Entrate Riscossione ed enti previdenziali.
Il piano può prevedere il pagamento parziale dei debiti, la dilazione anche pluriennale, il trattamento differenziato delle diverse categorie di crediti e la continuazione del pagamento del mutuo sull'abitazione principale se il debitore è in regola con le rate: un aspetto di grande rilievo per chi vuole conservare la casa.
L'accesso passa dall'Organismo di Composizione della Crisi, che nomina un gestore incaricato di ricostruire la situazione patrimoniale, verificare le cause dell'indebitamento e redigere una relazione sulla meritevolezza. È esclusa la colpa grave, la malafede e la frode: non basta essersi indebitati, occorre non aver determinato la situazione con condotte gravemente imprudenti.
Con il deposito della domanda il tribunale può sospendere le procedure esecutive in corso, congelando pignoramenti e aste.
Lo Studio ha ottenuto, in una procedura di questo tipo, l'annullamento del pignoramento della casa di un lavoratore, vicenda ripresa dalla stampa locale (belicenews.it). È la dimostrazione concreta che il sovraindebitamento non è un vicolo cieco.
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