Recupero crediti

Pignoramento presso terzi: come si recupera il credito su conti e stipendi

4 agosto 20265 min di lettura
Pignoramento presso terzi: come si recupera il credito su conti e stipendi

Il decreto ingiuntivo definitivo, la sentenza o l'assegno protestato sono titoli esecutivi: da soli non fanno entrare denaro in cassa, ma consentono di attivare l'esecuzione forzata. Fra le sue forme, il pignoramento presso terzi è quella che offre il miglior rapporto fra costi e risultati.

Il meccanismo è lineare. Il creditore individua un soggetto terzo che detiene somme del debitore o gli deve del denaro: la banca presso cui è acceso il conto, il datore di lavoro che eroga lo stipendio, l'ente previdenziale che paga la pensione, il cliente che deve saldare una fornitura. L'atto notificato al terzo blocca quelle somme, che non possono più essere consegnate al debitore.

Il terzo è tenuto a rendere una dichiarazione sull'esistenza e sull'entità delle somme. All'esito, il giudice dell'esecuzione ne assegna al creditore la parte pignorabile.

Esistono limiti precisi a tutela del debitore. Sugli stipendi e sulle pensioni la quota pignorabile è, di regola, un quinto, con la salvaguardia del minimo vitale sulle pensioni. Sui conti correnti valgono regole differenziate a seconda che si tratti di somme già accreditate o di accrediti successivi.

Il punto critico è l'individuazione del terzo. Oggi il creditore munito di titolo esecutivo può ottenere l'autorizzazione alla ricerca telematica dei beni nelle banche dati pubbliche: rapporti finanziari, rapporti di lavoro, immobili. È uno strumento che ha cambiato radicalmente l'efficacia del recupero.

Lo Studio gestisce l'intera filiera, dal decreto ingiuntivo all'assegnazione delle somme, per imprese, banche e società di gestione di crediti NPL.

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