Diritto previdenziale

Verbale INPS sbagliato: come impugnarlo con l'ATP

28 gennaio 20265 min di lettura
Verbale INPS sbagliato: come impugnarlo con l'ATP

Quando il verbale riconosce una percentuale inferiore al dovuto, o nega l''accompagnamento, la contestazione non passa più da un ricorso amministrativo: la legge impone l''accertamento tecnico preventivo davanti al giudice del lavoro.

Il termine è di sei mesi dalla comunicazione del verbale. È un termine di decadenza: scaduto quello, il verbale diventa definitivo e occorre presentare una nuova domanda, con effetti economici che ripartono da zero.

Nel procedimento il giudice nomina un consulente tecnico d''ufficio, un medico legale che visita la persona e deposita una relazione. Le parti possono nominare un proprio consulente di parte, che partecipa alle operazioni peritali e contesta le valutazioni incomplete.

È qui che si decide la causa. Un ricorso senza consulente di parte lascia il ricorrente senza voce tecnica nel momento più delicato del giudizio.

Se la relazione del consulente d''ufficio non viene contestata nei termini, diventa definitiva e il giudice si limita a recepirla. Per questo la tempistica e la precisione delle osservazioni sono decisive.

Lo Studio affianca sempre al ricorso un medico legale di fiducia che partecipa alla visita peritale: il costo è interamente a carico dello Studio. È uno strumento che, nella nostra esperienza, aumenta in modo concreto le probabilità di vittoria rispetto a un ricorso presentato senza supporto medico-legale.

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