Diritto dei consumatori

Saldo e stralcio: quando l'accordo cancella il debito originario

27 luglio 20264 min di lettura
Saldo e stralcio: quando l'accordo cancella il debito originario

Chi ha una posizione debitoria in sofferenza riceve spesso proposte di definizione a saldo e stralcio: il pagamento di una somma ridotta a fronte della chiusura della posizione.

L'accordo ha effetti giuridici precisi. Quando le parti sostituiscono l'obbligazione originaria con una nuova, diversa per oggetto o per titolo, e manifestano la volontà di estinguere la precedente, si realizza una novazione: il rapporto originario si estingue e resta in vita solo il nuovo assetto pattuito. Il creditore, o chi gli subentra, non può più far valere il credito anteriore.

Perché ciò accada devono ricorrere due elementi: un mutamento oggettivo del contenuto dell'obbligazione e la volontà, chiara e non equivoca, di sostituire il rapporto precedente. Non è necessaria una formula sacramentale, ma l'intenzione deve emergere dal testo dell'accordo e dal comportamento delle parti.

Da qui l'importanza di come l'accordo viene redatto. Una scrittura ben costruita deve indicare l'importo definitivo, le modalità e i termini del pagamento, la rinuncia espressa a ogni ulteriore pretesa, l'impegno alla cancellazione delle segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia e alla rinuncia alle eventuali procedure esecutive pendenti.

Al contrario, accordi generici o predisposti unilateralmente dalla società di recupero espongono il debitore al rischio di vedersi richiedere, a distanza di tempo, interessi e spese che riteneva ormai definiti.

Il consiglio è di non firmare mai una proposta transattiva senza una lettura tecnica: spesso, verificata la documentazione, la posizione negoziale del debitore è molto più forte di quanto la lettera ricevuta lasci intendere.

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